Museo virtuale di Fisica - Museo Traversi
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Scala per elettrometro
Datazionefebbraio 1884
Costruttore Ruhmkorff
Lo strumento, firmato "Ateliers Ruhmkorff J. Carpentieri Ing. Const. Paris", utilizzava il "metodo di Poggendorff oggettivo", detto di Thomson, per misurare l'angolo con cui ruota un oggetto, nel caso specifico lo specchietto presente su certi modelli di elettrometri e, ne caso specifico, quello di Thomson, descritto per la prima volta nel 1867 da William Thomson (1842-1907, dal 1892 Lord Kelvin). In tale metodo si collocava una lampada (andata perduta) dietro la fenditura, la quale risulta fortemente illuminata. Disposta da principio la scala in modo che l'immagine della fenditura riflessa dallo specchietto dell'elettrometro cada in corrispondenza dello zero sulla scala (che è sopra la fenditura stessa), una qualsiasi rotazione dello specchio sposta l'immagine a desta o a sinistra dello zero, consentendone la misurazione. La base che fa da supporto alla lampada è regolabile in altezza mediante due viti a pressione, in modo che la fiamma sia in corrispondenza della fenditura.
Pagina del Museo Virtuale Scala per elettrometro
CataloghiVoce
Inv. 2016 469Scala per elettrometro          Numerazione provvisoria!
Inv. 1925a306Scala e lampada per l'elettromeetro di Thomson
Inv. 1870523Scala e lampada per l'elettromeetro di Thomson
Sezioneelettrostatica
VetrinaQ
Stato di
conservazione
Incompleto
Funzionamento NV
Integro
Larghezza46 cm
Profondità22 cm
Altezza27 cm
Materiali
Fonti
Battelli A. - Cardani C., Trattato di fisica sperimentale ad uso delle università, Francesco Vallardi, Milano, 1922, Vol. 1, pag. 254, fig. 156.
Gelcich G., Ottica, Hoepli, Milano, 1895, pag. 417, fig. 166.
Joubert J., Traité Élémentaire d'electricité, G. Masson Éditeur, Paris, 1889, pag. 84, fig. 64.
Murani O., Trattato elementare di fisica compilato ad uso dei licei e degli istituti tecnici, Heopli, Milano, 1906, Vol. 2, pag. 369, fig. 327.
Ròiti A., Elementi di fisica, Le Monnier, Firenze, 1908, Vol. 2, pag. 244, fig. 169.
Le indicazioni aggiuntive che integrano le voci relative allo stato di conservazione hanno il seguente significato:
(?) = forse completo; M = manutenzione; P = parziale; R = restaurato; D = usato per la didattica; NV = non verificato; X = verifica di funzionamento impossibile.