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Voltametro di Bertrand
Datazioneagosto 1887
Michael Faraday (1791-1867) chiamò voltametro lo strumento che egli utilizzò per determinare l'intensità di corrente attraverso la misura della quantità di gas (idrogeno e ossigeno) sviluppati dalla corrente stessa per elettrolisi quando transita in un circuito elettrico in cui siano presenti due elettrodi (generalmente di platino) immersi in acqua acidificata con acido solforico.
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CataloghiVoce
Inv. 2016 594Voltametro di Bertrand          Numerazione provvisoria!
Inv. 1925a330Voltametro Bertrand
Inv. 1870563Voltametro di Bertrand
Sezioneelettrochimica
VetrinaL
Stato di
conservazione
Completo
Funzionante P
Danneggiato
Diametro20 cm
Altezza34 cm
Materiali rame, platino, legno, vetro
Fonti
Besso B., Le grandi invenzioni antiche e moderne, Fratelli Treves, Milano, 1875, Vol. 3, pag. 92, fig. 101.
Cazin A., Traité théorique et pratique des piles électriques, Gauthier-Villars, Paris, 1881, pag. 4, fig. 1.
Colson R., Traité Élémentaire d'electricité, Gauthier-Villars, Paris, 1885, pag. 17, fig. 5.
Despretz C., Traité élémentaire de physique, Méquignon-Marvis, Libraire-éditeur, Paris, 1832, pag. 460, Tav. 9, fig. 256.
Joubert J., Traité Élémentaire d'electricité, G. Masson Éditeur, Paris, 1889, pag. 138, fig. 103.
Milani G., Corso elementare di fisica e meteorologia, Editori della biblioteca utile, Milano, 1869, Vol. 6, pag. 49, fig. 25.
Perucca E., Fisica generale e sperimentale, Unione Tipografico-Editrice Torinese, Torino, 1937, Vol. 2, pag. 643, fig. 745.
Le indicazioni aggiuntive che integrano le voci relative allo stato di conservazione hanno il seguente significato:
(?) = forse completo; M = manutenzione; P = parziale; R = restaurato; D = usato per la didattica; NV = non verificato; X = verifica di funzionamento impossibile.