Museo virtuale di Fisica - Museo Traversi
Testi esplicativi degli strumenti
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Sezione Voci trovate: 20

Squadra di Francesco Manfredotti
Antecedente 1818 (XVIII sec.)
Lo strumento, firmato F. Manfredotti, veniva usato in posizione orizzontale e con la bussola di cui era dotato (l'ago è andato perduto) per ottenere misure di angoli per i rilievi cartografici. Esso inoltre poteva essere impiegato come compasso di proporzione, essendo i suoi bracci dotati delle consuete tacche per eseguire rapidamente conti specifici. Le misure sono in "piedi" e precisamente nel "Piede di Venetia" e nel "Piede di Parigi".
Grafometro d'ottone di Roussellot
Antecedente 1818 (XVIII sec.)
Lo strumento, firmato F. Roussellot Paris, si nota per bellezza e raffinatezza di lavorazione delle parti in ottone. Esso veniva usato in posizione orizzontale e con la bussola di cui è dotato (ancora funzionante!) per ottenere misure d'angoli per i rilievi cartografici sia militari che semplicemente per la mappatura dei terreni.
Compasso si proporzione di Blondeau
Antecedente 1818 (XVII sec.)
Lo strumento, firmato "Roch Blondeau Paris", consentiva l'effettuazione con rapidità di conti ripetitivi in ambito di agrimensura e di balistica. Si può paragonarlo, anche se impropriamente, a una moderna calcolatrice o al superato regolo. I bracci formano due diottre ad apertura angolare variabile, mentre uno snodo sferico permette varie orientazioni del dispositivo.
Tavoletta d'ottone divisa in pollici
Antecedente 1818 (1677)
La mappatura in scala di una certa zona non solo per scopo militare si effettuava con velocità e precisione per mezzo della tavoletta Pretoriana (il basamento d'appoggio è andato perduto). Lo strumento presentava anche un'asta d'ottone con traguardi (la diottra, andata perduta) e incernierata nel foro presso uno dei vertici che permetteva l'impiego della tavola come grafometro.
Serie di figure geometriche in legno
Antecedente 1818
Collezione di figure geometriche di 24 pezzi derivante, con successive aggiunte, da due serie distinte, una di figure geometriche in bosso di 20 pezzi e l'altra di figure per le sezioni coniche cilindriche (si tratta di solidi smontabili in più parti) di 6 pezzi.
Quadrante d'ottone graduato
Antecedente 1818 (1677)
Lo strumento viene attribuito al costruttore Lusverg, anche se il dispositivo non è firmato. Il quadrante era montato, probabilmente tramite un raccordo snodato, sopra una nocella di legno andata perduta. Il suo uso era in ambito di balistica, probabilmente per la determinazione (con la sensibilità del grado) dell'angolo d'inclinazione della canna dei cannoni. Munito di diottra, il quadrante era anche usato per misure d'altezza e/o per trovare l'inclinazione di una stella rispetto all'azimut.
Riga d'ottone per tirar parallele
Antecedente 1818 (1677)
Uno strumento essenziale per il disegnatore, assai funzionale nella sua estrema semplicità. Esso permette di "tirar parallele" ovvero tracciare un segmento o una retta parallela a un segmento. Il funzionamento si basa sul cosiddetto parallelogramma articolato. Il particolare collegamento tra le due aste d'ottone con i due elementi di identica lunghezza fa sì che esse possano essere allontanate mantenendo rigorosamente il parallelismo.
Regolo convertitore in legno
1868 - 1874
Il dispositivo è un regolo calcolatore per l'effettuazione di calcoli ripetitivi sulla base della stessa relazione matematica. L'ipotesi é che servisse per calcolare la correzione dell'altezza barometrica conseguente alla dilatazione termica.
Strumento d'ottone ad uso di balistica
Antecedente 1818 (1677)
L'uso preciso di questo strumento è ancora oggetto di studio, ma è certo il suo impiego in campo balistico. Vi è scritto infatti sul circolo graduato "Pro Eleuatione Bombardae", cioè qui forse si impostava l'angolo d'inclinazione (eleuatione) della bombarda (bombardae), un tipo di cannone. Si trattava probabilmente di un compasso di proporzione per ottenere facilmente la gittata della bombarda noto l'angolo d'inclinazione o anche l'inclinazione da dare alla canna del pezzo d'artiglieria a partire da una stima della distanza che il proiettile doveva percorrere.
Misura in palmi romani
Antecedente 1818 (1677)
Si tratta dell'equivalente moderno del righello o doppio decimetro (scala), ma con in più la caratteristica di poter essere piegato a metà. I due perni servono a mantenere chiuso lo strumento. L'unità di misura è il palmo romano.
Compasso per misurare i diametri delle palle
Antecedente 1818 (1677)
Uno strumento molto semplice, ma assi importante, usato in balistica per misurare il diametro di una palla da cannone per verificarne la compatibilità con il pezzo d`artiglieria. Se infatti la tolleranza dimensionale è insufficiente, la dilatazione termica rischia di far incastrare il proiettile, con il pericolo di esplosione del cannone.
Compasso di proporzione di Lusverg
1677
Il cosiddetto compasso di proporzione era un regolo calcolatore per l'effettuazione di calcoli non solo geometrici e aritmetici. Per esempio, estrazione della radice quadrata e cubica di un numero, determinazione del cerchio circoscritto a un poligono regolare di n lati, stabilire i pesi specifici dei metalli. Il compasso di proporzione fu perfezionato da Galileo Galilei ed egli pubblicò a Padova nel 1606 un trattato sull'uso di questo strumento.
Compasso di proporzione di Stefani
Antecedente 1818
Lo strumento è firmato "Giuseppe Steffani fecce". Si trattava di un dispositivo molto utile al disegnatore che permetteva di selezionare la scala ("linee") di riduzione o di ingrandimento con cui ricopiare una mappa o una qualsiasi costruzione grafica (da cui il nome di compasso di proporzione). Lo strumento permetteva anche di dividere un cerchio in un numero proporzionato di parti (scala con alle estremità le scritte "cerchi" e "poligan").
Lunghezza di due piedi romani
Antecedente 1818 (XVII sec.)
Si tratta dell'equivalente antico del nostro doppio decimetro per redigere e ricavare misure dalle mappe. Lo strumento riporta le scritte "Tre palmi romani" e "Due piedi romani" per indicare le unità di misura.
Regolo convertitore in legno di bosso
1868 - 1874
Si tratta di un regolo calcolatore di tipo specifico, cioè di uno strumento per effettuare calcoli ripetitivi sulla base di una stessa formula matematica. L'ipotesi é che servisse ad eseguire il passaggio tra grandezze fisiche.
Metro in legno con testature metelliche
Antecedente 1818
Lo strumento, firmato Giuseppe Steffani, presenta una serie di scale in corrispondenza delle due "testature metalliche" in ottone e varie tacche di riferimento sul legno a distanza variabile. Accanto alla scala in metri, vi sono anche quelle in "Piedi di Parigi" e in pollici inglesi ("Pol. In."). Questo oggetto apparteneva alla collezione di strumenti scientifici dell'Abate Traversi, poi donata al Gabinetto di Fisica.
Nonio in ottone
1829 - 1830
Il nonio è un dispositivo che consente di effettuare una misurazione (in questo caso di lunghezza) con la precisione del decimo dell'unità di misura con la quale è stata suddivisa una scala. Il nome deriva dal fatto che per raggiungere lo scopo è presente un cursore mobile (qui è mosso a vite) che presenta una divisione in nove parti uguali con spaziatura opportuna (dipende dall'unità di misura della scala). Lo strumento presenta due scale differenti la cui identificazione è ancora oggetto di studio: probabilmente si tratta della antica scala francese e del sistema metrico decimale.
Misura in legno di cinque piedi
1868 - 1874
Si tratta di un modello pieghevole di metro (nel significato lato del termine). Gli snodi miglioravano la trasportabilitá dello strumento di misura riducendone l'ingombro quando non usato. Lo strumento è formato da cinque aste incernierate con un perno d'ottone ciascuna della lunghezza di un piede e dotata di divisioni intermedie incise nel legno corrispondenti a mezzo piede.
Pantografo di ebano
Antecedente 1818
Il pantografo (l'etimo greco vuol dire disegno tutto) è il più noto strumento realizzato per riprodurre in sala 1 a 1 disegni già eseguiti o anche ricopiarli con scala diversa. L'invenzione risale al primo trentennio del 1600, dato che nel 1631 Scheiner racconta la storia legata alla sua ideazione nell'introduzione al suo "Pantographice seu ars delineandi". Il dispositivo si basa sul parallelogramma articolato: è infatti composto di quattro aste incernierate con punti di cerniera variabili secondo la scala di riproduzione. Oltre a una centro fisso, si hanno due punte: una che segue il contorno del disegno originale, l'altra scrivente, che ne traccia la riproduzione. Sono andate perdute una rotella d'appoggio e una vite per il serraggio di una delle punte.
Cono per le sezioni coniche
1891
Si tratta di un dispositivo in legno assai semplice, ma molto efficace, per mostrare in che modo è possibile, sezionando un cono, ottenere le cosiddette coniche, cioè il cerchio, l'ellisse, l'iperbole e la parabola. Ogni porzione contenente una sezione conica è collegata al corpo centrale per mezzo di due pioli in ottone. Questo oggetto è praticamente usato da sempre per la didattica: si sta parlando di più di un secolo di onorato servizio! Inevitabile qualche acciacco alla punta del cono.