Meccanica dei fluidi - Liquidi
Apparecchio di Pascal
SCHEDA TECNICA
INVENTARISTATO
Apparecchio per dimostrare il principio di Pascal
1818Nº //
1838Nº //
P.A.Nº //
1870997
1925Nº //
Completo
Integro
Funzionante D
Dimensioni
MATERIALI: ottone, stagno, acciaio, cuoio
BIBLIOGRAFIA & PRESTITI
DATABASE
Datazione: 24 giungo 1950
Nel Museo A. M. Traversi - Vetrina D
Descrizione          Funzionamento: spiegazione - verifica          Testi&Curiosità


Immagine, Malfi, © D 2008
Fonti
 

Una delle proprietà più interessanti dei cosiddetti fluidi (liquidi e gas) è quella che le loro molecole hanno la possibilità di scorrere le une sulle altre con attriti modesti. Ciò fa sì che i fluidi non abbiano una forma propria, ma assumano immediatamente quella del recipiente che li contiene. In idraulica, la scienza che studia la quiete (idrostatica) e il movimento (idrodinamica) dei fluidi, si fa spesso riferimento a un fluido "speciale", al pari del gas ideale, che risulta essere molto comodo per semplificare le cose, permettendo comunque di spiegare ugualmente certi comportamenti reali entro un apprezzabile margine d'errore. Si tratta del "fluido perfetto". Per questo e per i fluidi in quiete vale il principio di Pascal (1653).

Lo strumento in ottone in dotazione al Vecchio Gabinetto di Fisica è costituito da un manico cilindrico (entro cui scorre uno stantuffo) che termina con un cilindro cavo sulla cui superficie laterale sono disposti perpendicolarmente e verso l'interno un certo numero di piccoli tubi cilindrici di cui si vede dall'esterno solo il foro. Dopo aver riempito perfettamente la cavità cilindrica e il manico d'acqua, quando si fa avanzare lo stantuffo si vede il liquido zampillare da tutti gli orifizi e non soltanto da quello che è posto esattamente dalla parte opposta dello stantuffo, come dovrebbe accadere se il comportamento dei liquidi fosse identico a quello dei solidi nel trasmettere le pressioni.

A rigore va precisato che questo strumento è in grado di dimostrare solo in parte il principio di Pascal, dal momento che esso permette di verificare come la pressione si trasmetta in tutte le direzioni, ma non che essa si trasmetta in tutte con la stessa intensità. È infatti assente la possibilità di una verifica diretta, ad esempio, tramite misurazione mediante dinamometro.

Per mettere in luce per altra via, cioè senza ricorrere a misure dinamometriche, che gli sforzi di pressione si trasmettono inalterati indifferentemente in tutte le direzione e con la medesima intensità si può semplicemente utilizzare un barometro a membrana. Si tratta di uno strumento molto semplice costituito da due contenitori cilindrici (a pareti rigide di piccola altezza) collegati tra loro tramite un tubicino dove una delle due basi è stata sostituita con una membrana. Mentre un contenitore (l'elemento sensibile dello strumento) viene immerso ad una certa profondità entro un liquido in quiete, alla membrana dell'altro viene collegato opportunamente un indicatore mobile. L'ago dell'indicatore si sposterà dalla posizione di zero dando il valore di pressione a livello dell'elemento sensibile. Ora, se si orienta la membrana secondo diverse direzioni (avendo però cura di non cambiare la profondità), l'indice non segnalerà variazioni, segno questo che la misura di pressione è indipendente dall'orientazione della membrana. Ciò non fa altro che verificare dal punto di vista empirico la veridicità del principio di Pascal.

Il principio di Pascal trova molteplici applicazioni in un gran numero di dispositivi come per esempio le presse per lo stampaggio delle lamiere e gli apparecchi elevatori. Per ulteriori dettagli si rimanda al Modello di torchio idraulico.