Elettrostatica - Bottiglie di Leida
Bottiglie di Leida
SCHEDA TECNICA
INVENTARISTATO
Boccia di Leiden di 550 poll- quadr d'armatura / Simile alquanto minore
Boccia di Leiden di 550 poll- quadr d'armatura / Simile alquanto minore
Altre bottiglie di Leida più piccole
Bottiglie di Leida
Causa richiesta scarico:
mancante
1818241/242
1838187/188
P.A.Nº //
1870268
1925b88
Completo
Integro
Funzionamento NV
Dimensioni
MATERIALI: ottone, stagno, legno, vetro
BIBLIOGRAFIA & PRESTITI
DATABASE
Datazione: Antecedente 1818
Nel Museo A. M. Traversi - Vetrina O
Descrizione          Funzionamento: spiegazione - verifica          Testi&Curiosità


Immagine, Malfi, © D 2008
Fonti
Cavallo T. (1779) pag. 209, fig. 11
Clerc A. (1885) pag. 696, fig. 11
Despretz C. (1832) pag. 410, fig. 11
Drion Ch. - Fernet E. (1877) pag. 375, fig. 11
Jamin J. (1880) pag. 319, fig. 11
Joubert J. (1889) pag. 53, fig. 11
Matteucci C. (1847) pag. 180, fig. 11
Milani G. (1869) Vol. 5, pag. 157, fig. 11
Privat Deschanel A. - Pichot (1871) pag. 454, fig. 11
Zamboni G. (1843) pag. 25, fig. 11
Zantedeschi F. (1843/45) Vol. 3/I, pag. 145, fig. 11
 

La cosiddetta bottiglia di Leida era l'antico nome con cui veniva chiamato e soprattutto realizzato fisicamente un componente diffusissimo in quasi tutti i circuiti elettrici: il condensatore. Questi due antichi condensatori, per dimensioni più piccoli delle Grandi bottiglie di Leida, erano del tipo a giara. Il coperchio in legno che chiude ciascuna bottiglia può essere rimosso.

I progressi della conoscenza dell'elettricità e del magnetismo sono caratterizzati talvolta dalla scoperta accidentale di un certo fenomeno, destinato poi ad avere interessanti applicazioni pratiche o ad aprire nuovi rami della ricerca. La scoperta del condensatore ne è un esempio. Nel contesto di esperimenti finalizzati a elettrizzare l'acqua contenuta in una boccia di vetro nel 1745 venne scoperta contemporaneamente da Ewald Jurgen von Kleist (1700?-1748) in Germania e da Pieter van Musschenbroek (1692-1761) a Leida (Olanda) la possibilità di accumulo della carica elettrica tra due conduttori separati da un isolante (dielettrico). Il nome del nuovo oggetto elettrico trae origine dagli scritti (1746) dell'abate Jean-Antoine Nollet (1700-1770).

Dopo che Nollet sostituì l'acqua all'interno con foglie di stagno o di altri metalli buoni conduttori, la bottiglia di Leida venne realizzata in varie forme: ad armatura fissa, a giara (come lo strumento esposto) e ad armatura mobile. Dall'Inventario del 1870 si apprende che in origine le bottiglie erano due: una è andata perduta.

Il contenitore di vetro ha le due superfici ricoperte per circa 2/3 con foglie di stagno (armature). Un'asta di ottone passa attraverso il coperchio di legno che chiude il cilindro di vetro e comunica, tramite una spirale di filo d'ottone, con il fondo del contenitore (anch'esso ricoperto di stagno). La bottiglia veniva caricata toccando con la sfera (bottone) il conduttore positivo della macchina elettrica e collegando la superficie esterna con il suolo utilizzando una catenella metallica.

Da cariche le bottiglie di Leida andavano maneggiate con una certa cautela, per evitare di ricevere una violenta scossa che, con più bottiglie riunite assieme (batteria), poteva essere addirittura letale. Del resto lo scopritore, Pieter van Musschenbtoek (1692-1761), scriveva in una lettera a René-Antoine F. de Réaumur (1683-1757) che non avrebbe riprovato su di sé la scarica elettrica data dalla bottiglia nemmeno per l'intero regno di Francia!