elettromagnetismo - elettrodinamica - Macchine magneto-elettriche
Macchina magneto-elettrica di Clarke
SCHEDA TECNICA
INVENTARISTATO
Macchina Magneto-elettrica con suo corredo
Macchina di Clarke
Macchina di Clarke
1818Nº //
1838521
P.A.Nº //
1870331
1925a218
Incompleto
Integro
Funzionamento NV
Dimensioni
MATERIALI: ottone, rame, ferro, legno, seta, [spago], lacca
BIBLIOGRAFIA & PRESTITI
DATABASE
Datazione: 1839 - 1840
Nel Museo A. M. Traversi - Vetrina N
Descrizione          Funzionamento: spiegazione - verifica          Testi&Curiosità


Immagine, Malfi, © D 2008
Fonti
Besso B. (1875) Vol. 3, pag. 131, fig. 147
Clerc A. (1885) pag. 947, fig. 147
Despretz C. (1832) pag. 460, fig. 147
Drion Ch. - Fernet E. (1877) pag. 535, fig. 147
Ganot A. (1861) pag. 557, fig. 147
Ganot A. (1883) pag. 682, fig. 147
Giordano G. (1862) Vol. 2, pag. 181, fig. 147
Jamin J. (1880) pag. 473, fig. 147
Matteucci C. (1847) pag. 306, fig. 147
Milani G. (1869) Vol. 6, pag. 184, fig. 147
Pinto L. (1892) pag. 672, fig. 147
Privat Deschanel A. - Pichot (1871) pag. 573, fig. 147
Zantedeschi F. (1843/45) Vol. 3/II, pag. 407, fig. 147
 

Il dispositivo, firmato "W. & S. Jones Holborn London", era uno strumento per la conversione dell'energia meccanica in energia elettrica che utilizzava il fenomeno dell' induzione elettromagnetica.

Dopo la scoperta nel 1831 dell'induzione elettromagnetica a opera di Michael Faraday (1791-1867), nacquero tutta una serie di macchine dinamo-elettriche per la generazione di semplici scintille (Calamita scintillante) o per la produzione di corrente in alternativa all'uso di una pila. Una delle più note fu quella di Edward E. M. Clarke.

Tramite una corda la ruota in legno metteva in rapida rotazione due bobine di filo conduttore le cui spire erano collegate in modo opportuno. Le spire si muovevano di fronte ai poli magnetici del fascio a ferro di cavallo. Questo apparecchio utilizzava quindi il campo magnetico prodotto da un magnete permanente. Vi sono però congegni (i moderni motori e alternatori) nei quali il campo magnetico viene generato sfruttando la corrente elettrica.

Furono anche inventate macchine in grado di sfruttare il campo magnetico terrestre (Macchina di Palmieri). Per il fenomeno fisico dell'induzione magnetica nelle bobine si induceva una corrente elettrica. Un commutatore a contatto strisciante provvedeva a prelevare la corrente dalle bobine e renderla disponibile per un qualsiasi utilizzatore.

Dal trattato dello Zantedeschi si apprende che con la macchina di Clarke potevano essere realizzati tutti i fenomeni elettrici tipicamente ottenibili con la pila di Volta ovvero la generazione di scintille, la deviazione dell'ago calamitato (Apparechci di Oersted), l'elettrolisi dell'acqua (voltametri), la rotazione della spirali di Watkins, l'incandescenza di un filo di platino. Lo strumento trovava anche impiego nella cosiddetta "terapia elettrica" (Macchinetta magneto-elettrica per i disturbi nervosi).