elettromagnetismo - Elettrostatica - elettrometri
Elettrometro di Thomson modificato da Mascart
SCHEDA TECNICA
INVENTARISTATO
Elettrometro di Thomson modificato da Mascart
Elettrometro di Thomson modificato da Mascart
1818Nº //
1838Nº //
P.A.Nº //
1870516
1925a300
Completo
Integro
Funzionamento NV
Dimensioni
BIBLIOGRAFIA & PRESTITI
DATABASE
Datazione: ottobre 1883
Costruttore: Ruhmkorff
"Ateliers Ruhmkorff J. Carpentier Ing.r Constr. Paris 629"
Nel Museo A. M. Traversi - Vetrina Q
Descrizione          Funzionamento: spiegazione - verifica          Testi&Curiosità


Immagine, Malfi, © D 2008
Fonti
Battelli A. - Cardani C. (1925) Vol. 4, pag. 14, fig. 14
Drion Ch. - Fernet E. (1877) pag. 357, fig. 14
Joubert J. (1889) pag. 83, fig. 14
Murani O. (1906) Vol. 2, pag. 372, fig. 14
 

Si tratta di un sensibilissimo elettrometro, detto a quadranti sulla base delle sue modalità costruttive, descritto per la prima volta nel 1867 William Thomson (1842-1907, dal 1892 Lord Kelvin). Eleuthère E. N. Mascart (1837-1908) apportò al modello di Thomson alcune semplici modifiche. Lo strumento è firmato "Ateliers Ruhmkorff I. Carpentier Ing.r Const.r Paris 629".

Per funzionare richiedeva l'impiego di una pila e di un sistema canocchiale-scala graduata (il cosiddetto metodo della leva ottica), per evidenziare e misurare la rotazione dello specchio all'interno dello strumento. Tra la fine dell'Ottocento e gli anni Trenta questo dispositivo fu l'elettrometro più diffuso per misurare differenze di potenziale. Nei primi modelli, come questo, le oscillazioni dell'equipaggio mobile venivano rapidamente smorzate sfruttando la viscosità del'acido solforico concentrato posto in un piccolo recipiente di vetro adagiato sul fondo.