Elettrostatica - Macchine elettriche - Elettrofori
Grande elettroforo
SCHEDA TECNICA
INVENTARISTATO
Elettroforo a lastra di vetro secondo il metodo del conte Gio. Mocenigo
Grande elettroforo
Grande elettroforo
1818Nº //
1838Nº //
P.A.27
1870393
1925b164
Completo(?)
Integro
Funzionamento NV
Dimensioni
MATERIALI: ottone, vetro
BIBLIOGRAFIA & PRESTITI
DATABASE
Datazione: 1856 - 1857
Non esposto
Descrizione          Funzionamento: spiegazione - verifica          Testi&Curiosità


Immagine, Malfi, © D 2008
Fonti
Battelli A. - Cardani C. (1925) Vol. 4, pag. 278, fig. 164
Besso B. (1875) Vol. 3, pag. 48, fig. 164
Biot G.B. (1818) Vol. 3, pag. 140, fig. 164
Bouchardat A. (1851) pag. 209, fig. 164
Cavallo T. (1779) pag. 474, fig. 164
Clerc A. (1885) pag. 695, fig. 164
Despretz C. (1832) pag. 399, fig. 164
Drion Ch. - Fernet E. (1877) pag. 364, fig. 164
Ganot A. (1861) pag. 449, fig. 164
Ganot A. (1883) pag. 525, fig. 164
Giordano G. (1862) Vol. 2, pag. 88, fig. 164
Matteucci C. (1847) pag. 185, fig. 164
Milani G. (1869) Vol. 5, pag. 118, fig. 164
Murani O. (1906) Vol. 2, pag. 293, fig. 164
Privat Deschanel A. - Pichot (1871) pag. 435, fig. 164
Ròiti A. (1908) Vol. 2, pag. 91, fig. 164
Zambra B. (1854) Vol. 2, pag. 364, fig. 164
 

Fatta eccezione per il disco conduttore, che è tutto d'ottone e cavo all'interno, lo strumento segue sia nel principio di funzionamento (basato sull'induzione elettrostatica) che nella forma il modello originale inventato nel 1775 da Alessandro Volta, il padre della pila (Vecchie pile a colonna). Volta aveva infatti ideato un disco in legno ricoperto di stagnola.

Merita osservare la superficie del manico isolante di vetro che è piuttosto irregolare. Non si deve infatti dimenticare che tutte le parti di un apparato sia per uso didiattico che per la ricerca scientifica dei professori di fisica del Liceo erano fatte ovviamente tutte manualmente. Il manico isolante presenta inoltre delle soffiature (bolle) al suo interno che lo rendono particolarmente delicato, essendo esse punti di debolezza in caso di eventuali urti.

Si noti poi il bordo arrotondato del disco d'ottone, così lavorato al fine di ridurre al massimo le dispersioni con l'aria coinvolgenti i corpi conduttori elettrizzati con spigoli vivi (si tratta del cosiddetto effetto delle punte, egregiamente sfruttato per far funzionare apparati come per esempio l'Arganetto elettrico).

L'apparato è purtroppo incompleto, mancando la base di legno o di metallo con all'interno la resina. Tuttavia lo strumento, almeno teoricamente, è ancora in grado di funzionare, dal momento che basta accoppiarlo con una superficie di resina. Date le dimensioni del dispositivo, esso doveva essere piuttosto potente.