elettromagnetismo - Elettrostatica - elettroscopi
Punta di elettrometro atmosferico
SCHEDA TECNICA
INVENTARISTATO
Un elettrometro atmosferico con cappellotto ed asta d'ottone
Un elettrometro atmosferico con cappellotto ed asta d'ottone
Elettroscopio atmosferico
Elettroscopio atmosferico
1818592
1838430
P.A.Nº //
1870258
1925b79
Incompleto
Integro
Funzionamento NV
Dimensioni
MATERIALI: ottone
BIBLIOGRAFIA & PRESTITI
DATABASE
Datazione: 1838 - 1836
Nel Museo A. M. Traversi - Vetrina O
Descrizione          Funzionamento: spiegazione - verifica          Testi&Curiosità


Immagine, Malfi, © D 2008
Fonti
Clerc A. (1885) pag. 751, fig. 542
Despretz C. (1832) pag. 430, fig. 542
Drion Ch. - Fernet E. (1877) pag. 781, fig. 542
Ganot A. (1861) pag. 703, fig. 542
Ganot A. (1883) pag. 727, fig. 542
Jamin J. (1880) pag. 753, fig. 542
Joubert J. (1889) pag. 422, fig. 542
Milani G. (1869) Vol. 8, pag. 150, fig. 542
Privat Deschanel A. - Pichot (1871) pag. 478, fig. 542
 

Il dispositivo, accoppiato a un elettrometro (andato perduto), aveva lo scopo di rilevare la presenza di cariche elettriche nell'atmosfera e di darne una misura quantitativa (leggendo l'angolo di divergenza delle foglioline).

Come provato nel 1752 da Benjamin Franklin (1706-1790) con il famosissimo esperimento dell'aquilone, l'atmosfera trasporta con qualsiasi tempo cariche elettriche che si concentrano particolarmente nelle nuvole temporalesche.

La punta con lo scudo veniva unita con l'asta che regge le foglioline di un sensibile elettroscopio munito di scala graduata (elettrometro). Lo strumento per rilevare cariche atmosferiche andava sollevato da terra (30 centimetri erano già sufficienti). E' evidente che il sistema sfruttava il cosiddetto effetto delle punte (Arganetto elettrico), su cui si basa anche il funzionamento del parafulmine. A volte, per avvertire dell'arrivo di un temporale, all'asta del parafulmine veniva collegato un particolare sistema di campanelli elettrici (Scampanio elettrico) che si metteva in moto quando l'elettricità atmosferica raggiungeva una soglia appunto “pretemporalesca”.