termodinamica - igrometri
Igrometro di Dufour
SCHEDA TECNICA
INVENTARISTATO
Igrometro a condensazione di Dufour
Igrometro a condensazione di Dufour
1818Nº //
1838Nº //
P.A.Nº //
1870651
1925a383
Completo
Integro
Funzionamento NV
Dimensioni
MATERIALI: ottone, argento, piombo, vetro
BIBLIOGRAFIA & PRESTITI
DATABASE
Datazione: 1897
Nel Museo A. M. Traversi - Vetrina F
Descrizione          Funzionamento: spiegazione - verifica          Testi&Curiosità


Immagine, Malfi, © D 2008
 

Si trattava di un igrometro a condensazione per la determinazione dell'umidità relativa dell'aria atmosferica sfruttando una serie di tabelle integrative (di Regnault) reperibili nella letteratura specialistica dell'epoca. Questo dispositivo è un miglioramento dell'Igrometro di Regnault e il nome è probabilmente legato a quello del medico e naturalista francese Léon Jean-Marie Dufour (1780-1865).

Lo strumento presenta un supporto a colonna in ottone con piede circolare dipinto che sorregge un contenitore cilindrico dalle pareti di vetro. Il contenitore è chiuso da un coperchio che può essere ben serrato tramite due tiranti in ottone sulle cui estremità inferiori vengono avvitati due dadi circolari in ottone con superficie zigrinata. Al coperchio sono fissati una serie di elementi, i componenti principali del dispositivo. Sono presenti un contenitore metallico dalla forma di parallelepipedo cavo le cui superfici esterne sono state coperte con un sottile strato d'argento tirato a specchio. Vicono a questo contenitore vi sono due tubi d'ottone piegati a L; un solo tubo ha l'estremità interna al contenitore di vetro che si estende per una lunghezza quasi pari a quella del parallelepipedo.

Il parallelepipedo metallico è chiuso per metà da una lastra metallica su cui è praticato un foro per l'inserimento di un termometro con discreta sensibilità e per la restante parte da un tappo di sughero attraversato da due tubi d'ottone. Il tubo piegato a U è chiuso in corrispondenza del tratto corto della U e presenta sulla superficie una serie di forelli. L'altro tubo d'ottone, delle estremità entrambe aperte, veniva incastrato nel tappo di sughero in modo che vi sporgesse appena all'interno. Infine il termometro è caratterizzato da una scala che va da +30 ºC a -10 ºC con sensibilità di 0,2 ºC. Su di esso compaiono le seguenti scritte: "Tub. non cyl div. rectif syst. Baudin (1897.2.) Centigrade 14617 Recuit".

Lo scopo della presenza del parallelepipedo metallico e dei tubi al suo interno era quello di raffreddarne le pareti sfruttando l'evaporazione di un liquido volatile come l'etere o l'alcool etilico. Prima di mettere in funzione il dispositivo, si provvedeva ad introdurre l'etere o l'acool all'interno recipiente metallico. Tramite l'impiego di un aspiratore metallico (che altro non è che un recipiente pieno d'acqua in grado di fuoriuscirvi dal fondo per gravità attraverso un rubinetto regolabile), il fluire dell'acqua richiamava aria all'interno del recipiente chiuso, con il risultato che l'aria atmosferica, risucchiata all'interno del tubo a U, si trovava a gorgogliare nel liquido volatile. Ciò ne accelerava l'evaporazione, che in questo caso, come si sa, è un fenomeno endotermico.

Evaporando, l'etere o l'alcool si raffredda e ciò abbassa la temperatura delle pareti metalliche fino a raggiungere e superare la temperatura di rugiada dell'aria, il cui vapore cominciava quindi a condensare sulla parete metallica esterna. Se si bloccava la fuoriuscita dell'acqua, il sistema assorbiva calore dall'aria esterna; superata la temperatura di rugiata, a poco a poco la condensa svaniva. La temperatura di rugiada dell'aria (temperatura alla quale l'aria è satura di vapor acqueo) veniva letta sulla scala del termomentro. Macroscopicamente si aveva al temperatura di rugiada nel momento in cui si formava condensa sulla superficie esterna del ditale d'argento. Dal punto di vista operativo la temperatura di rugiada ricavata con questo igrometro è ovviamente la media fra quella di comparsa e qualla di scomparsa della condensa.