Meccanica dei fluidi - Gas
Apparecchio per la pioggia di mercurio
SCHEDA TECNICA
INVENTARISTATO
Apparato detto la Pioggia di mercurio ad uso della macchina pneumatica
Apparecchio per la pioggia di mercurio
Apparecchio per la pioggia di Hg
1818Nº //
1838Nº //
P.A.61
187058
1925a48
Incompleto
Integro
Funzionamento NV
Dimensioni
MATERIALI: ottone, legno, vetro, mastice
BIBLIOGRAFIA & PRESTITI
DATABASE
Datazione: 1861 - 1862
Nel Museo A. M. Traversi - Vetrina D
Descrizione          Funzionamento: spiegazione - verifica          Testi&Curiosità


Immagine, Malfi, © D 2008
Fonti
Ganot A. (1861) pag. 7, fig. 3
Ganot A. (1883) pag. 7, fig. 3
Giordano G. (1862) Vol. 1, pag. 7, fig. 3
Milani G. (1869) Vol. 3, pag. 15, fig. 3
 

Si tratta di un apparato (che per funzionare necessita di una Macchina pneumatica) il cui scopo è quello di evidenziare la cosiddettà porosità. Un qualsiasi solido è comunemente considerato come una barriera insuperabile al passaggio di altra materia, sia essa solida, liquida o nello stato gassoso. Tuttavia la realtà fisica è nettamente differente.

Senza considerare di volta in volta la struttura atomica o molecolare di ogni corpo solido in relazione al tipo di materia che dovrebbe eventualmente attraversarlo, non si può dare un giudizio a priori sulla sua capacità o meno di bloccare il passaggio di materia in tutti quei casi in cui esso venga volutamente utilizzato come barriera, soprattutto in presenza di differenze di pressione. Questo apparecchio del Vecchio Gabinetto di Fisica del Liceo offre l'immediata prova empirica su due semplici casi in relazione a quanto è stato appena affermato.

Lo strumento presenta un piede circolare d'ottone avvitato ad uno stante cilindrico dello stesso metallo su cui è ricavato un rubinetto manovrabile per mezzo di una leva. Quando si eseguivano le due esperienze realizzabili con questo dispositivo, la base d'appoggio veniva svitata e lo strumento innestato a vite in corrispondenza del buco d'aspirazione del piatto della Macchina pneumatica (di cui l'apparato è dunque un vero e proprio accessorio).

Sull'altro lato rispetto al piede d'appoggio il tubo finisce con un cappellotto d'ottone, in modo che il liquido di lavoro (mercurio o acqua) non vi penetrasse all'interno. Il tutto è inserito entro un tubo di vetro a pareti spesse montato a vite sulla base la cui tenuta in basso è assicurata dalla presenza di mastice (di colore rosso) e nella parte superiore da una chiusura in ottone dotata di foro filettato. Qui sopra, a seconda dei casi, veniva aggiunto o un vaso tronco conico d'ottone (andato purtroppo perduto), il cui fondo era realizzato in cuoio, o il dispositivo di legno presente nelle figure, dopo averne ingrassato le superfici che si accoppiano con quelle in ottone, al fine di assicurare la tenuta.

Volendo realizzare la cosiddetta "pioggia di mercurio", si avvitava in testa al tubo di vetro il tronco di cono in ottone e dal fondo in cuoio e vi si versava dentro una certa quantità di metallo. Mettendo in funzione la Macchina pneumatica, si provocava uno squilibrio tra la pressione interna e quella (atmosferica) esterna, squilibrio che poteva essere mantenuto per qualche minuto fermando la Macchina pneumetica una volta chiuso il rubinetto d'ottone. Così in queste condizioni ad opera della pressione atmosferica il mercurio si faceva strada tra i pori del cuoio fino ad attraversarlo completamente, cadendo quindi nel tubo di vetro sotto forma di minute goccioline.

Per lo stesso motivo, montando invece il dispositivo di legno, si era in grado di mostrare che anche questo materiale è poroso e che esso può quindi essere attraversato dall'acqua producendo entro il tubo di vetro un effetto tipo pioggia simile a quello ottenibile con il mercurio. Tuttavia ciò non si verificava se la pressione interna era così esigua da far evaporare l'acqua. In entrambi i casi poi, una volta conclusa l'esperienza e riequilibrate le pressioni, si poteva rimuovere il fluido di lavoro svitando la base del tubo di vetro.