Apparecchio per la pioggia di mercurio
La parola al prof. Traversi
Apparecchio per la pioggia di mercurio
Selezione di testi tratti dalle opere dei docenti che hanno insegnato fisica nel XIX secolo presso l'Imperial Regio Convitto S. Caterina (antico nome del Foscarini). Per la ricerca di altri testi, consulta l'ARCHIVIO.

Della Porosità de' Corpi.

§ 102. Cosa intender si voglia per Porosità de' Corpi, alcuno non avvi, che dal solo vocabolo non giunga tosto a comprenderlo; giacchè alcuno non avvi, che, senza nulla anche saperne di Fisica, non chiami poroso quel Corpo, in cui discuopre de' forellini, delle picciole cavità, delle cellette.

ESPERIMENTO III.

§ 127. Conviene per questo adoperare un Recipiente, il quale nella sua parte superiore venga a terminare in un corto Tubo aperto [...]. In questo Tubo si adatti un vasellino di quercia, o di noce, o di faggio, tornito dietro la lunghezza delle sue fibre; e vi si distenda all'intorno della cera molle, sicchè resti intercettato l'ingresso all'aria esterna. Si riempia quindi questo vasellino di Mercurio. Se si faccia lavorare lo Stantuffo [della macchina pneumatica], il Mercurio contenuto nel vasellino passerà a traverso del fondo del medesimo, e vi scapperà fuori in sottili zampilli a foggia di una pioggia d'argento. []

§ 128. L'effetto dipende 1.º dalla pressione dell'aria esterna, che, gravitando sopra il Mercurio, lo spinge contro il fondo del vasellino: 2.º dalla rarefazione dell'aria interna del Recipiente, senza la quale la pressione dell'esterna, come che equilibrata dall'interna, non potrebbe esercitare la sua azione sopra il Mercurio. [...] Quindi l'effetto dipende pure 3.º da' pori del legno, di cui è composto il vasellino; ed è quindi una prova della Porosità delle sostanze vegetabili.

A. M. Traversi, Elementi di Fisica generale, volume I, Venezia, M.DCCC.XXII, Tipografia Antonio Curti, pagg. 67, 89 - 90.