elettromagnetismo - Elettrostatica - Pistole
Pistola di Volta in vetro
SCHEDA TECNICA
INVENTARISTATO
Pistola di Volta in cristallo
Pistola di Volta in cristallo
Pistola di Volta in vetro
1818293
1838225
P.A.Nº //
1870235
1925
Incompleto
Danneggiato
Funzionamento X
Dimensioni
MATERIALI: ottone, vetro, mastice
BIBLIOGRAFIA & PRESTITI
DATABASE
Datazione: Antecedente 1818
Nel Museo A. M. Traversi - Vetrina O
Descrizione          Funzionamento: spiegazione - verifica          Testi&Curiosità


Immagine, Malfi, © D 2008
 

Dei tre modelli di Pistole di Volta in possesso del Vecchio Gabinetto di Fisica del Liceo questo è senza dubbio un pezzo davvero pregiato e di rara bellezza. Fu realizzato in cristallo da un maestro vetraio di Murano e con gusto artistico, in quanto l'apparecchio è perfettamente identico ad una vera pistola. Purtroppo lo strumento è danneggiato, perché manca l'elemento che riproduceva il percussore della pistola. Questo pezzo, rottosi in passato, è andato purtroppo perduto. Ciò per fortuna non compromette la funzionalità operativa del dispositivo, anche se è assai improbabile che si proceda nel futuro alla verifica di funzionamento, data la sua grande fragilità.

Rispetto al modello tradizionale (Nº 229 e Nº 237), questo apparato presenta ovviamente alcuna differenze, se non altro perchè l'involucro è di vetro anziché di metallo. Del mastice assicura la tenuta del cosiddetto elemento attimo, qui rappresentato da un breve tratto di filo d'ottone, il quale termina nella parte esterna con un gancetto e nella parte interna con un uncino. La punta di tale uncino è quasi in contatto con il disco d'ottone che fa da bordo al foro ricavato nel vetro per innestare il sistema appena descritto. La modalità di funzionamento e comunque identica a quelle delle comuni pistole di Volta, solo che in questo caso è per di più possibile vedere la scintilla che si produce all'interno dell'involucro, essendo quest'ultimo di vetro.

Merita osservare che, anche se manca il contratto tra la superficie conduttrice interna e la mano dello sperimentatore che scarica a terra, la scintilla scocca ugualmente, perché il sistema può essere visto come formato da due condensatori in serie con due differenti dielettrici tra le armature.

Per funzionare l'apparecchio richiede un certo volume d'idrogeno. Tale gas può essere ottenuto per via elettrochimica tramite un Voltametro oppure facendo reagire lo zinco con l'acido cloridrico o quello solforico e, convogliando l'idrogeno con un tubo di vetro, raccoglierlo all'interno di una campana capovolta di vetro piena d'acqua le cui pareti siano sotto il pelo libero di un certo volume d'acqua ospitato dentro una tinozza. Ma per ottenere in sicurezza discreti volumi di gas idrogeno il metodo migliere è quello che fa uso di un Apparecchio di Kipp.