ottica - polariscopi
Polariscopio di Arago
SCHEDA TECNICA
INVENTARISTATO
Polariscopio di Arago
Polariscopio di Biot
Polariscopio di Biot
1818Nº //
1838578
P.A.Nº //
1870195
1925a137
Incompleto
Integro R
Funzionamento NV
Dimensioni
MATERIALI: ottone, piombo, vetro, lacca, sughero, cristalli
BIBLIOGRAFIA & PRESTITI
DATABASE
Datazione: 1842 - 1843
Costruttore: Jean-Baptiste Soleil (1798-1878)
"Soleil rue de l'Odéon à Paris"
Nel Museo A. M. Traversi - Vetrina H
Descrizione          Funzionamento: spiegazione - verifica          Testi&Curiosità


Immagine, Malfi, © D 2008
Fonti
Battelli A. - Cardani C. (1913) Vol. 2, pag. 654, fig. 538
Despretz C. (1832) pag. 728, fig. 538
Giordano G. (1862) Vol. 2, pag. 308, fig. 538
Jamin J. (1880) pag. 681, fig. 538
Matteucci C. (1847) pag. 528, fig. 538
Milani G. (1869) Vol. 7, pag. 295, fig. 538
 

Lo strumento, firmato "Soleil rue de l'Odéon à Paris", veniva utilizzato per studiare la luce polarizzata e metterne in evidenza alcune importanti proprietà e applicazioni. Jean-Baptiste Biot (1774 - 1862) incaricò il famoso e quotato costruttore di strumenti ottici Soleil della costruzione del suo polariscopio, un perfezionamento di quello ideato da Dominique F. Arago (1786 - 1853), lo scienziato che scoprì la polarizzazione cromatica (Pinzette con tormalina) e rotatoria della luce.

Il piede d'ottone è zavorrato con piombo e lo stante è telescopico. Il tubo d'ottone è anch'esso telescopico e mosso da un meccanismo a cremagliera per focalizzare, tramite lenti, il raggio luminoso. Il dispositivo, che compare come "polariscopio di Arago" nell'inventario del 1838, era probabilmente un modello semplificato del vero polariscopio di Biot. Infatti nel modello di Biot vi era una seconda lastra di vetro con la funzione di analizzatore (la prima invece, opportunamente orientata, provvedeva a polarizzare per riflessione la luce che vi incideva sopra). Questa lastra era sorretta da un telaio che recava, su un'asta snodata di collegamento, lo schermo in vetro smerigliato e prima della lastra stessa un anellino per poter inserire un cristallo birifrangente. Il primo elemento citato, utilizzando il goniometro, consentiva di studiare la polarizzazione per riflessione (Apparecchio di Nörrengerg), mentre il secondo dispositivo di effettuare riconoscimenti cristallografici attraverso l'osservazione delle figure di polarizzazione cromatica. Il pezzo esposto, anche se meno sofisticato, è comunque incompleto (l'oculare del goniometro ha dei perni d'ancoraggio per un elemento che è assente).