ottica - prismi
Prisma di Burlini
SCHEDA TECNICA
INVENTARISTATO
Prisma nitidissimo del Burlini incassato in ottone con montatura in noce
Prisma nitidissimo del Burlini incassato in ottone con montatura in noce
Vecchio prisma su piede di legno
Vecchio prisma su piede di legno
1818123
183892
P.A.Nº //
1870167
1925a112
Completo M
Integro
Funzionante D
Dimensioni
MATERIALI: ottone, legno, vetro
BIBLIOGRAFIA & PRESTITI
DATABASE
Datazione: Antecedente 1818 (II metà XVIII sec.)
Costruttore: Biagio Burlini (1709-1771)
Nel Museo A. M. Traversi - Vetrina H
Descrizione          Funzionamento: spiegazione - verifica          Testi&Curiosità


Qui Radii minimé Refractione à Viâ deflectuntur, Rubri sunt; reliqui Colores hoc ordine sequuntur, Aureus, Flavus, Viridis, Caeruleus, Indicus, Violaceus, cujus ultimi Coloris sunt Radii maximâ Refrangibilitate preaditi. [Sono rossi i raggi che sono deviati dal loro cammino da rifrazione minima; i colori rimanenti si susseguono in questo ordine, color dell'oro, giallo, verde, celeste, indaco, violetto, i cui raggi dell'ultimo colore sono dotati della massima rifrazione.] (G. J. s'Gravesande, Physices Elementa, 1742, Vol II, pag. 892).

Immagine, Malfi, © D 2008
Fonti
Ganot A. (1861) pag. 330, fig. 298
Nollet J.A. (1762) Vol. 5, pag. 212, fig. 298
sGravesande G. J. (1742) Vol. 2, pag. 888, fig. 298
Traversi A. M. (1822) Vol. 7, pag. 225, fig. 298
 

Si trattava di uno strumento molto semplice per riprodurre l'esperimento condotto da Isaac Newton (1642-1727) nel 1666 sulla scomposizione della luce solare nelle sue componenti cromatiche. Un tale fenomeno è noto con il nome di dispersione della luce.

La deviazione subita da ogni "colore" (lunghezza d'onda) costituente la luce bianca (quella prodotta dal sole o da una lampadina a filamento) nel passaggio dall'aria al vetro del prisma e poi dal vetro nuovamente all'aria non è costante. Ogni colore subisce una deviazione differente che è minima per il rosso e massima per il violetto. La figura colorata che si ottiene oltre il prisma è detta spettro della luce.

Biagio Burlini (1709-1771), "occhialajo sopra la fondamenta del Rosmarino all'insegna dell'Archimede", fu ottico e fabbricante di strumenti scientifici attivo a Venezia attorno alla metà del '700.