elettromagnetismo - Elettrostatica
Quadro scintillante
SCHEDA TECNICA
INVENTARISTATO
Quadro scintillante
Quadro scintillante
1818Nº //
1838Nº //
P.A.Nº //
1870613
1925a358
Completo M
Danneggiato
Funzionante D
Dimensioni
MATERIALI: ottone, vetro, lacca, vernice
BIBLIOGRAFIA & PRESTITI
DATABASE
Datazione: 1892
Non esposto
Descrizione          Funzionamento: spiegazione - verifica          Testi&Curiosità


Immagine, Malfi, © D 2008
Fonti
Besso B. (1875) Vol. 3, pag. 39, fig. 48
Cavallo T. (1779) pag. 407, fig. 48
Giordano G. (1862) Vol. 2, pag. 104, fig. 48
Jamin J. (1880) pag. 306, fig. 48
Milani G. (1869) Vol. 5, pag. 130, fig. 48
Murani O. (1906) Vol. 2, pag. 348, fig. 48
Nollet J.A. (1762) Vol. 6, pag. 294, fig. 48
Privat Deschanel A. - Pichot (1871) pag. 445, fig. 48
 

Il cosiddetto quadro magico o quadro scintillante funziona nello stesso modo dei Tubi scintillanti ed è un dispositivo elettrostatico molto semplice che utilizza le scintille che si producono quando il campo elettrostatico supera la rigidità dielettrica dell'aria atmosferica per produrre degli effetti visivi divertenti in presenza di un sufficiente oscuramento del luogo in cui si effettua l'esperimento.

Lo strumento è composto da una base circolare in legno con montata una camicia cilindrica d'ottone con lo scopo di sorreggere un'asta di vetro, la cui funzione è quella di isolare la parte attiva dell'apparecchio dal suolo. Sopra tale asta di vetro è fissata, per mezzo di un raccordo, una sottile lastra di vetro sulla cui superficie sono state incollate delle striscioline di stagno, le quali formano una figura simmetrica.

Ciascuna strisciolina è stata opportunamente tagliata nel senso della larghezza con uno strumento appuntito in modo tale da creare un gran numero di interruzioni dello spessore di circa 0,1 - 0,2 mm nella continuità del metallo. Si segnala che in un passato non meglio definito sopra alle striscioline di stagno è stata applicata una pellicola polimerica protettiva che si è poi ingiallita, dando così l'impressione che il metallo usato per delineare i contorni delle figura sia oro anziché stagno.

Per mettere in funzione l'apparecchio si collegava il perno d'ottone di sinistra al polo positivo di una Macchina elettrica, mentre l'altro perno veniva messo in collegamento con il suolo tramite un filo conduttore. Azionando la macchina elettrica, in corrispondenza di ogni soluzione di continuità nelle striscioline di stagno per induzione elettrostatica i due lati si caricavano con cariche di segno opposto. Il campo elettrico in questi punti cresceva così tanto da superare la rigidità elettrica dell'isolante (l'aria atmosferica) e ciò dava vita a delle scariche elettriche le quali al buio facevano apparire i contorni della figura presente sulla lastra di vetro.

Il dispositivo del Vecchio Gabinetto di Fisica del Liceo è purtroppo danneggiato, dal momento che è caduta una piccola strisciolina. Tuttavia essa è stata sostituita con una delle stesse dimensioni d'alluminio. Lo strumento così accomodato è in grado di funzionare, ma solo in parte, visto che per il momento si riesce a produrre le scintille solo per tre quarti della figura, spostando opportunamente il punto di contatto tra le striscioline di stagno e il conduttore di terra.