Elettrostatica
Scampanio elettrico
SCHEDA TECNICA
INVENTARISTATO
Scampanio elettrico
Scampanio elettrico
1818Nº //
1838Nº //
P.A.Nº //
1870250
1925a181
Completo M
Danneggiato
Funzionante D
Dimensioni
MATERIALI: ottone, stagno, ferro, [nylon]
BIBLIOGRAFIA & PRESTITI
DATABASE
Datazione: 1868 - 1874
Nel Museo A. M. Traversi - Vetrina O
Descrizione          Funzionamento: spiegazione - verifica          Testi&Curiosità


Immagine, Malfi, © D 2008
Fonti
Besso B. (1875) Vol. 3, pag. 40, fig. 50
Biot G.B. (1818) Vol. 3, pag. 163, fig. 50
Bouchardat A. (1851) pag. 228, fig. 50
Cavallo T. (1779) pag. 402, fig. 50
Clerc A. (1885) pag. 708, fig. 50
Despretz C. (1832) pag. 428, fig. 50
Drion Ch. - Fernet E. (1877) pag. 353, fig. 50
Ganot A. (1861) pag. 457, fig. 50
Ganot A. (1883) pag. 539, fig. 50
Giordano G. (1862) Vol. 2, pag. 45, fig. 50
Jamin J. (1880) pag. 309, fig. 50
Matteucci C. (1847) pag. 155, fig. 50
Milani G. (1869) Vol. 5, pag. 138, fig. 50
Privat Deschanel A. - Pichot (1871) pag. 472, fig. 50
Sguario E. (1747) pag. 157, fig. 50
Zambra B. (1854) Vol. 2, pag. 367, fig. 50
 

L'apparato in questione è di grande effetto. Dato lo stato delle superfici d'ottone (esso deve ancora subire il processo di pulizia) è evidente che sono parecchi decenni che l'apparecchio non viene più utilizzato nel contesto delle esperienze d'elettrostatica. Il fatto è che esso è danneggiato. La campana di destra è infatti rotta, in quanto da essa si è staccato un pezzo triangolare di due centimetri di altezza (a partire dal bordo) e di un centimetro di circonferenza. In fotografia la cosa non si nota, in quanto tale pezzo, rimesso in posizione, sta su da solo.

Lo scampanio elettrico del Vecchio Gabinetto di Fisica (sono infatti tanti i modelli realizzabili) presenta una base lignea che sorregge in posizione verticale un'asta di vetro, con la funzione di isolare dal suolo la parte attiva dell'apparato. All'asta di vetro è unita, tramite un raccordo d'ottone, una lamina orizzontale dello stesso materiale dotata di cinque fori presso il bordo inferiore. Ai due fori più esterni rispetto al centro sono agganciati, tramite due tratti di filo d'ottone, due campanelli d'ottone. I due fori interni sorreggono con un filo di nylon (originariamente era di seta) due sfere di ottone. Infine il foro centrale della lamina d'ottone sorregge la terza campanella, il cui collegamento avviene però con un tratto di filo isolante e non con materiale conduttore.

Poiché il restauro non presentava grandi difficoltà e visto che si sono conservati tutti gli elementi mancanti, si è proceduto a riparare l'apparato (Malfi, marzo 2003) e poi a verificarne il funzionamento.

Per far suonare i campanelli, lo strumento va prima di tutto preparato e ciò avviene collegando il campanello centrale con il suolo. In passato si utilizzava una catenina più o meno lunga. Per la verifica di funzionamento si è invece impiegato un tratto di filo conduttore munito di un pinza a coccodrillo per agevolarne il collegamento. Con tale operazione si fa in modo che tale elemento dell'apparato sia in condizioni neutre durante il funzionamento, ma di fatto caricato negativamente. L'asta invece viene collegata al polo positivo di una Macchina elettrica. Essendo i diametri dei tre campanelli differenti, essi producono suoni con diverse tonalità.

Quanto segue viene detto per il campanello e la sfera d'ottone di destra. Il comportamento degli elementi di sinistra è esattamente lo stesso. Quando la macchina elettrica è in funzione, la lamina d'ottone si carica positivamente. La campanella di destra presenta quindi sulla sua superficie esterna delle cariche positive. Per induzione elettrostatica la sfera di ottone si carica negativamente dal lato della campanella esterna e positivamente dal lato di fronte alla campanella centrale, che viene vista come se fosse caricata negativamente. La sfera viene quindi attirata elettrostaticamente dalla campanella "positiva" (in quanto risulta più vicina rispetto a quella centrale). Venuta in contatto con la superficie della campanella positiva, la sfera risulta caricata positivamente. Viene quindi ovviemante respinta dalla campanella positiva e attirata da quella negativa dove, al momento del contatto, si scarica acquistando carica negativa. La campana centrale respinge allora la sfera d'ottone che risulta invece nuovamente attirata dalla campanella positiva. Il movimento prosegue così di seguito fino a quando non si smette di azionare la macchina elettrostatica e ad ogni urto si genera un tintinnio.

Per la verità, il tintinnio dei campanelli prosegue anche ben oltre (circa 4 minuti nel caso specifico) il blocco della macchina elettrica, se essa è dotata di condensatori per l'accumulo delle cariche e se non si provvede ovviamente a scaricarla cortocircuitando tra di loro i suoi poli. Si osserva infine che il collegamento del campanello centrale al suolo è essenziale per il funzionamento dell'apparato. Infatti non prendendo questa precauzione, il campanello centrale si caricherebbe positivamente assai velocemente e il contatto con la sfera non sarebbe più possibile per effetto della repulsione elettrostatica.