onde - ottica
Specchi di Fresnel
SCHEDA TECNICA
INVENTARISTATO
Apparato pell'interferenza di Fresnel
Fessura con piedistallo di ottone e vite micrometrica
Fessura con piedistallo d'ottone e vite micrometrica
1818Nº //
1838713
P.A.Nº //
1870185
1925a128
Completo
Integro
Funzionamento NV
Dimensioni
MATERIALI: ottone, piombo, vetro, lacca, vernice
BIBLIOGRAFIA & PRESTITI
DATABASE
Datazione: 1847 - 1848
Nel Museo A. M. Traversi - Vetrina H
Descrizione          Funzionamento: spiegazione - verifica          Testi&Curiosità


Immagine, Malfi, © D 2008
Fonti
Battelli A. - Cardani C. (1913) Vol. 2, pag. 289, fig. 242
Bouchardat A. (1851) pag. 503, fig. 242
Despretz C. (1832) pag. 746, fig. 242
Drigo A. (1941) pag. 484, fig. 242
Ganot A. (1883) pag. 467, fig. 242
Ganot A. (1861) pag. 387, fig. 242
Gelcich G. (1895) pag. 449, fig. 242
Giordano G. (1862) pag. 318, fig. 242
Jamin J. (1880) pag. 662, fig. 242
Matteucci C. (1847) pag. 515, fig. 242
Milani G. (1869) Vol. 7, pag. 321, fig. 242
Murani O. (1906) Vol. 2, pag. 6, fig. 242
Perucca E. (1937) Vol. 1, pag. 170, fig. 242
Pinto L. (1892) pag. 479, fig. 242
 

Questo dispositivo fu inventato nel 1816 dal fisico francese Agustin-Jean Fresnel (1788-1827) nel contesto di studi volti a confermare e consolidare la teoria ondulatoria della luce formulata dal fisico olandese Cristiaan Huygens (1629-1695). Lo strumento consentiva l'osservazione delle frange d'interferenza associate alla radiazione elettromagnetica visibile (luce) opportunamente riflessa dagli specchi.

Già Thomas Young (1773-1829) in un celeberrimo esperimento aveva prodotto nel 1801 una figura d'interferenza (tipo codice a barre) con la radiazione luminosa generando in modo opportuno due sorgenti di luce coerenti tra loro. Gli specchi di Fresnel consentivano l'ottenimento di una simile figura d'interferenza generando due sorgenti (virtuali) luminose coerenti attraverso una opportuna riflessione di una lamina di luce proveniente da una sorgente.

Gli specchi venivano dapprima regolati tramite viti in modo che formassero un unico piano (ciò si verifica se essi hanno un angolo di 180º). Quindi se ne movimentava uno solo, quello oltre i diaframma, ruotandolo leggermente (questa operazione riduceva di poco l'angolo reciproco tra gli specchi). I due specchi davano così due immagini distinte della fenditura luminosa, immagini che venivano raccolte su uno schermo. Il diaframma quasi ortogonale agli specchi aveva la funzione di intercettare parte della luce, impedendo che essa illuminasse la zona circostante la figura d'interferenza.

Nella zona in cui le immagini della fenditura si sovrapponevano parzialmente si avevano fenomeni di interferenza costruttiva e distruttiva, con la conseguente formazione di una serie di bande luminose separate da bande scure. Per la verità, visto che la luce è composta da tanti colori, il fenomeno descritto coinvolge ciascuna componente cromatica della luce, con il risultato che le frange d'interferenza sono iridescenti. Per questo motivo generalmente si sperimentava con luce rossa, ottenuta ponendo davanti al portaluce una lastra di vetro rosso.