Tra i vari modelli di spettroscopio questo è del tipo a prisma. Lo strumento sfruttava infatti il fenomeno della dispersione della luce (prismi) prodotto da un prisma per convogliare le varie componenti cromatiche della luce emessa da una sostanza nelle condizioni di emissione per analizzarne le righe spettrali (righe d'emissione). Ognuno dei tre sistemi ottici è firmato con il nome del costruttore e della città ("Steinheil in München"), seguiti dal numero progressivo del pezzo ("Nº 1919, Nº 1853 e Nº 1894").
Poiché gli spettri di ogni elemento sono unici, questa proprietà può essere sfruttata per l'individuazione di nuovi elementi. Basta far passare la luce emessa dalla sostanza resa incandescente attraverso la sottilissima fessura regolabile sul tubo di sinistra. La luce inciderà sul prisma, verrà dispersa e infine focalizzata sotto forma di righe in corrispondenza dell'oculare (tubo di destra). Il "tubo" centrale proiettava una scala graduata entro l'oculare.
Fu così che nel 1859 dagli studi compiuti dal chimico Robert von Bunsen (1811-1899) e dal fisico Gustav Kirchhoff (1824-1887) nacque la moderna spettroscopia e vennero poi individuati gli elementi rubidio, tallio, cesio ed elio. Appena due anni dopo il Liceo acquistò uno spettroscopio!