termodinamica - termometri
Termometro metallico di Bréguet
SCHEDA TECNICA
INVENTARISTATO
Termometro metallico di Bréguet. / Apparato termo-elettrico con un spira di Bréguet
Termometro metallico di Bréguet
Termometro metallico di Bréguet
1818Nº //
1838700/705b
P.A.Nº //
187086
1925a67
Completo
Integro
Funzionante
Dimensioni
MATERIALI: ottone, argento, oro, platino, stagno, seta
BIBLIOGRAFIA & PRESTITI
DATABASE
Datazione: 1845 - 1846
Nel Museo A. M. Traversi - Vetrina G
Descrizione          Funzionamento: spiegazione - verifica          Testi&Curiosità


Immagine, Malfi, © D 2008
Fonti
Battelli A. - Cardani C. (1916) Vol. 3, pag. 32, fig. 20
Besso B. (1875) Vol. 1, pag. 64, fig. 20
Biot G.B. (1818) Vol. 2, pag. 160, fig. 20
Clerc A. (1885) pag. 355, fig. 20
Despretz C. (1832) pag. 119, fig. 20
Drion Ch. - Fernet E. (1877) pag. 215, fig. 20
Ganot A. (1861) pag. 173, fig. 20
Ganot A. (1883) pag. 210, fig. 20
Giordano G. (1862) Vol. 1, pag. 286, fig. 20
Jamin J. (1880) pag. 126, fig. 20
Matteucci C. (1847) pag. 391, fig. 20
Milani G. (1869) Vol. 4, pag. 36, fig. 20
Murani O. (1906) Vol. 1, pag. 524, fig. 20
Pinto L. (1892) pag. 334, fig. 20
Privat Deschanel A. - Pichot (1871) pag. 231, fig. 20
Ròiti A. (1908) Vol. 1, pag. 210, fig. 20
Zantedeschi F. (1846) Vol. 1, pag. 59, fig. 20
 

Nei metalli è particolarmente evidente la dilatazione termica lineare. Ma a parità di differenza di temperatura applicata, la dilatazione è differente da un metallo all'altro. Immaginando quindi di unire due lamine di metalli differenti, è evidente che una si dilaterà più dell'altra con il risultato che il sistema tende a flettersi dal lato del metallo meno dilatabile. Un simile fenomeno fisico può essere sfruttato per costruire un termomentro assai sensibile.

Si deve al francese Bréguet l'aver inventato un termometro fondato sulla differente dilatazione termica lineare dei metalli e dotato di un'estrema sensibilità. L'elemento attivo, cioè quello le cui variazioni termiche permettono di misurare la temperatura, è costituito da tre lamine sovrapposte di platino, d'oro e d'argento. Una volta saldate insieme in tutta la loro lunghezza, esse venivano passate al laminatoio, in modo da formare un nastro metallico assai sottile poi avvolto a spirale. Un'estremità era ancorata ad un supporto, mentre all'altra veniva attaccato un indice, libero di muoversi ruotando su un quadrante orizzonale circolare graduato con scala centigrada.

L'argento, il più dilatabile, era posto nella parte interna della spira, mentre il platino all'esterno. Per evitare che la spira si rompesse, veniva apposta frapposto tra i due metalli l'oro, possedendo un allungamento inermedio tra gli altri due. All'aumentare della temperatura, allungandosi di più l'argento del platino, la spira si svolgeva, facendo ruotare l'ago. Il contrario avveniva nel caso di un abbassamento di temperatura.

Va osservato che lo strumento del Vecchio Gabinetto di Fisica del Liceo presenta un complesso sistema di ancoraggio del nasto al sostegno d'ottone. Una vite micrometrica permette di regolare in altezza il nasto, mentre un accoppiamento ruota dentata - vite senza fine consente allo sperimentatore di ruotare rigidamente la spira in modo da tarare lo strumento riportando l'ago nella posizione iniziale d'interesse. Si precisa inoltre che sotto all'indicatore è presente una punta metallica che pesca in un bagno di mercurio. In questo modo era possibile trasmettere il calore di un corpo esterno al nastro per mezzo di un filo metallico di collegamento unito al terminale in ottone presente tra due delle tre viti calanti d'ottone per la regolazione dell'orizzontalità dell'apparato.